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Mecacci Luciano
la ghirlanda fiorentina
Mecacci Luciano, la ghirlanda fiorentina
Autore:
Mecacci Luciano
Titolo:
la ghirlanda fiorentina
Descrizione:
e la morte di Giovanni Gentile
Editore:
ADELPHI
Data di edizione:
aprile 2014
Pagine:
520
Dimensioni cm.:
14,8x22,8
ISBN13:
9788845928772
Codice:
267600
Collana:
L'oceano delle storie 18
Prezzo:
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Dati aggiornati a aprile 2014
1 - 26 0
Lingua
Italiano
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Mecacci Luciano, la ghirlanda fiorentina, ADELPHI in campedel.it
Descrizione
Sono «cose che forse ancora non si possono dire». Il corsivo è nostro, ma è inevitabile, dal momento che questa affermazione di Cesare Luporini, una delle teste pensanti del pci nel secondo dopoguerra, risale a un'intervista radiofonica sull'affaire Gentile rilasciata nel 1989, a quasi cinquant'anni di distanza dai fatti.

Bene, chi vive in Italia è abituato a delitti politici preparati, eseguiti e poi coperti in un'atmosfera acquitrinosa, dove nessuno per certo è innocente, ma un colpevole sic uro non esiste. Eppure, l'assassinio di Giovanni Gentile in quel freddo aprile del 1944 rimane un cold case diverso da tutti gli altri – che la straordinaria indagine di Luciano Mecacci, condotta anche su importanti documenti inediti, riapre in modo clamoroso.

Tutto, in questa ricostruzione, è perturbante. I moventi, molto meno limpidi – o molto più umani, troppo umani – di quanto fin qui si è tentato di far credere. La scena del delitto, cioè la Firenze cupa e claustrofobica occupata dai tedeschi. E naturalmente gli attori. Qualcuno ha discusso, deciso, agito: ma come, fino a che punto, perché? Le figure che appaiono sul palcoscenico sono numerose, e molto diverse fra loro.
Oscuri gappisti.
Feroci poliziotti.
Informatori.
Doppiogiochisti.
E al centro di tutto, il meglio dell'intellighenzia italiana di allora: Luporini, certo, ma anche Eugenio Garin, Antonio Banfi, Mario Manlio Rossi, Guido Calogero, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Concetto Marchesi. E, ai margini del quadro, personaggi come Bernard Berenson e Igor Markevitch. O altri ancora che negli anni avremmo imparato a conoscere meglio, come Licio Gelli.

Tutti insieme hanno un qualche ruolo in una storia che continuiamo a leggere con sgomento, e che – Luporini aveva ragione – non è finita.
Anche se in questo libro molti suoi passaggi, fino a oggi oscuri o camuffati, appaiono in una luce livida e definitiva.
Scheda creata Martedi' 29 aprile 2014
La collana L'oceano delle storie

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