Immagine di libri volanti
Professionisti al Vostro servizio
Libreria Editrice
Campedel
Campedel
DA RONCH GIULIANA
La leggerezza del cuore
DA RONCH GIULIANA, La leggerezza del cuore
Autore:
DA RONCH GIULIANA
Titolo:
La leggerezza del cuore
Descrizione:
I racconti di Cielo Blu
Editore:
Tipografia Castaldi / stampa
Data di edizione:
ottobre 2014
Pagine:
120
Dimensioni cm.:
17x24
ISBN13:
Codice:
272364
Collana:
0
Prezzo:
Disponibilità:
* Offerta valida 30 giorni (fino ad esaurimento scorte)
12.00. Nostra offerta con sconto 10%: € 10.80 *
normalmente disponibile in 10 giorni lavorativi
Dati aggiornati a ottobre 2014
0 - 230 0
Lingua
Italiano
Allegati:
Ordina
?
Modalità, tempi e costi di consegna
Prenota e ritira

DA RONCH GIULIANA, La leggerezza del cuore, Tipografia Castaldi / stampa in campedel.it
Descrizione
Il libro “La leggerezza del cuore” propone 37 testi, in maggioranza racconti, che Giuliana ha scritto a partire dall’autunno del 2004. Uno solo è stato composto molto tempo prima, quando era ancora una studentessa e già sentiva dentro di sé lo stimolo della scrittura. Essi sono stati pubblicati su “Echi di Agordo” a partire dal febbraio 2005 e da allora ogni numero ce ne ha offerto uno.
Con la stessa successione ora sono stati raccolti in un volume che viene pubblicato in memoria di Renzo Da Rif e che l’autrice dedica proprio a lui. E’ il suggello di un’amicizia, di un’esperienza umana profonda e costruttiva con una persona che è stata tanto importante per tutti noi e per l’Agordino.

Leggendoli separatamente li abbiamo molto apprezzati, ma ora che sono raccolti in volume ci piacciono ancora di più perché possiamo cogliere i fili segreti che li uniscono in un intreccio di richiami e di analogie.

Alcuni hanno una coloritura un po’ surreale, simbolica: “I giovani raccontano…l’uomo delle nuvole”, “Il giardino di Oreste”, “Gli anni” e ci trasportano in un’ atmosfera fuori del tempo e dello spazio.
Invece gli altri, la maggioranza, nascono da uno spunto concreto del vissuto di Giuliana. Per esempio un episodio depositato nella memoria, un evento della sua vita o un particolare della realtà che la circonda.

In tutti comunque sentiamo la passione e il desiderio forte di approfondire delle tematiche a lei particolarmente care, con un intento che non è quel lo di parlare di se stessa ma è quello di trasmettere dei messaggi forti, quasi degli ammonimenti, rivolti soprattutto ai giovani, alle nuove generazioni.
E lo fa con leggerezza, con cordialità, chiamando in causa prima di tutto se stessa, in un’ottica di automiglioramento continuo, e facendo ricorso sempre alla prima persona plurale, non alla seconda!
E, come nelle favole antiche, questi messaggi sono racchiusi nella parte finale, dopo che l’autrice ci ha condotto sulla cima di una montagna, su un prato appena falciato o in una vecchia casa agordina.

Molti ci parlano della sua famiglia; una famiglia in cui le generazioni, a partire dai bisnonni fino ai pronipoti, dialogano e interagiscono fra loro attraverso la trasmissione di memorie, di saperi, di tradizioni, soprattutto quelle legate ai lavori della vita contadina.
Gli esempi degli anziani, la loro difficile vita segnata anche dall’emigrazione e dalla guerra, la loro tenacia e dignità hanno contribuito a forgiare i l suo carattere e sono il tesoro che lei vuole trasmettere ai figli.
Con affetto pieno di ammirazione è tratteggiata la figura del padre, innanzitutto perché l’ ha “iniziata” alla montagna, ma anche perché ha saputo trasferire nei tempi attuali le tradizioni più antiche, mantenendole vive.
E quella della madre, che ha vegliato su di lei e che le ha insegnato il valore e il rispetto che si devono a cose e a persone.
Grazie a loro ha interiorizzato tutti quei valori che rendono le persone responsabili e indipendenti nel pensiero, in grado di capire ciò che conta veramente nella vita.

Il richiamo alla tradizione non è semplice nostalgia fine a se stessa, ma attualizzazione, desiderio di migliorare il presente con tutto ciò che di buono ci ha trasmesso il passato. Vale a dire il “saper fare” con umiltà, la concordia, la frugalità,
la parsimonia, il rispetto nel rapporto uomo- natura. Tutti valori simboleggiati dal “talvà” prezioso scrigno del frutto di tante fati che.

La Natura esige rispetto e non deve essere forzata. Dobbiamo imparare a non comportarci come il giardiniere Oreste che, a causa dell’orgoglio (e potremmo dire dell’avidità), vede il suo podere nel più totale sfacelo e sconvolgimento.
Partcolarmente sentito è il tema dell’acqua che la terra ci restituisce secondo quello che noi abbiamo dato alla terra stessa, come suggerisce il racconto “La salèra”

Ma è la montagna il soggetto privilegiato di molti racconti, per tutto ciò che significa andare in montagna.
Non come una sfida, per mettere alla prova le nostre forze fisiche, magari per stabilire un record, ma come accettazione dei nostri limiti, esperienza spirituale, attraverso la quale entriamo in contatto con la nostra interiorità, con il Creato, con Dio.
Si va in montagna con lentezza per godere del paesaggio, della bellezza delle piccole cose e degli spazi sconfinati e, soprattutto dell’amicizia che proprio la montagna favorisce.

E se dal basso la montagna si presenta con un certo aspetto, magari aspro e arcigno, salendo scopriamo sentieri agevoli, passaggi inaspettatamente facili. Allora ci rendiamo conto che “Niente è come appare” e possiamo affrontare le ascensioni con animo più fiducioso.
Così è nella vita: “ Bisogna avere il coraggio di scavare a fondo nel cuore delle persone, anche quelle che appaiono più dure e chiuse” perché ci riserveranno positive sorprese!
Se, percorrendo un sentiero, incontriamo una stella alpina, riflettiamo sul messaggio che il piccolo fiore ci dà. Si accontenta di poca terra sulla dura roccia, resiste alla calura del sole e al gelo delle bufere. Così anche noi dobbiamo rimanere ancorati ai veri valori: la perseveranza, la tenacia, la semplicità, l’umiltà, la conoscenza di sé, la preghiera. Ci permetteranno di affrontare le nostre bufere mantenendoci saldi, al di qua del “confine” oltre il quale c’è il male, il disagio esistenziale.

La vicenda di cui fu protagonista il non no sul fronte di guerra delle Tofane ci trasmette proprio il medesimo messaggio: è il radicamento nei valori che ci consente di mantenere l’equilibrio e la forza per andare avanti.

Con questo bagaglio di sicurezze possiamo guardare con fiducia al futuro. Dobbiamo credere nelle nostre capacità e convincerci che saremo in grado di realizzare i nostri progetti, i nostri sogni,se lo vorremo. “La felicità appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni” dice Giuliana e i sogni posso no diventare realtà.
Passato, presente e futuro dialogano e si intrecciano in una visione ariosa, positiva della vita.


Mi sembra importante ora fare qualche considerazione riguardo l’aspetto estetico e poetico dei testi.
Giuliana si esprime con un linguaggio semplice, scorrevole che ha il ritmo di un respiro pacato.
Eppure in ogni pagina si sente la passione e l’amore per le tematiche trattate. Felici accostamenti di parole creano immagini ed espressioni cariche di suggestione e di poesia.
Vi propongo qualche esempio
“… e quel fieno che emana il profumo di noi e delle nostre fatiche …”
“Da qui domino: vedo il gioco di luci ed ombre … sento il rumore del vento e respiro l’aroma e il profumo della mia terra.”
“Mi piace il contatto con la roccia, mi sento parte di essa … il mio cuore sorride”.
“… e verso Dio che sicuramente mi guarda e mi accarezza la pelle con il riverbero della neve …”
“Avanzando lentamente potrai sentire i rumori e i versi del bosco, la melodia del silenzio …”


Un cenno particolare meritano anche le fotografie, suggestive e spesso utile integrazione ai testi.
E la copertina, ideata da Gabriele Riva, forse meglio delle parole simboleggia il legame di amicizia fra due persone simili per gli ideali, per la visione positiva della vita, la fiducia nella realizzazione dei sogni. Appunto, per la leggerezza del cuore!



Scheda creata Sabato 27 dicembre 2014

© Libreria Campedèl - Piazza dei Martiri,27/d - 32100 Belluno
telefono +39.0437.943153 fax +39.0437.956904 e-mail info@campedel.it