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BETTINI - PUCCI
Il mito di medea
BETTINI - PUCCI, Il mito di medea
Autore:
BETTINI - PUCCI
Titolo:
Il mito di medea
Descrizione:
Immagini e racconti dalla Grecia a oggi
Editore:
Einaudi
Data di edizione:
ottobre 2017 1^ edizione
Pagine:
332
Dimensioni cm.:
21,5x16
ISBN13:
9788806230555
Codice:
299381
Collana:
Einaudi Saggi 0
Prezzo:
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Dati aggiornati a ottobre 2017
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Lingua
Italiano
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BETTINI - PUCCI, Il mito di medea, Einaudi in campedel.it
Descrizione
Si potrebbe dire di Medea ciò che dice Omero della nave Argo su cui essa ha viaggiato: è stata «raccontata da tutti». Tutti però l'hanno raccontata in modo differente.
Nessuna delle più di quattrocento riletture letterarie, operistiche, cinematografiche, pittoriche ne ha restituito l'immagine completa e definitiva.
Il suo nome è associato per sempre a un gesto inconcepibile - il figlicidio - ma Medea non ha una sola dimensione: è umana, ma è depositaria di saperi e poteri che trascendono quelli umani; è una donna, ma è più virile di tanti uomini; è passionale, ma non perde mai la sua lucidità; è una barbara, ma tiene testa a quanti passano per civilizzati, è portatrice di una cultura arcaica ma è emancipata più di qualunque donna greca, è una carnefice ma anche una vittima. Il suo segno è l'ambiguità.

Medea incarna il diverso; compendia tutto ciò che è sospetto, inquietante, repulsivo, inaccettabile, e proprio per questo ci interpella sulla nostra capacità di includere nel nostro quoti diano ciò che non ci appare immediatamente omologabile. E una profuga che viene respinta da una nazione dopo l'altra e che uccide i figli forse anche volendo scongiurare loro una vita di vagabondaggio e di umiliazioni. Il destino di quest'antica migrante tocca nell'Europa di oggi dei nervi scoperti.
Quando rivendica i suoi diritti di donna e di madre o quello di rimanere fedele alla sua cultura d'origine proviamo simpatia per lei; ma quando si spoglia della sua umanità per consegnarsi a un'alterità assoluta e insondabile non siamo più disposti a immedesimarci in lei.
Trasferire, in tutto o in parte, sulle spalle degli 'altri' - ossia le nostre -le colpe di Medea equivale ad ammettere che Medea non è poi cosi 'altra'. Serve a esorcizzare il pensiero disturbante che Medea è, o potrebbe essere, una parte oscura di noi stessi.
Del resto, le cronache di tutti i giorni ci dicono che le madri assassine non esistono solo nel mito, ma sono attorno a noi.
Scheda creata Martedi' 17 ottobre 2017
La collana Einaudi Saggi

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