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«Fiume, la nostra Fiume, si è vuotata della sua anima italiana. Che cos'e rimasto di noi in quell'estremo limite del nostro confine? Dalla valanga che ci ha travolti sono emerse le pietre delle nostre case e dei nostri templi.» A partire dalle ricerche iniziate nel 1998 dalla Società di Studi Fiumani in collaborazione con l'Istituto Croato per la Storia di Zagabria, Marino Micich ricostruisce il destino della popolazione italiana di Fiume dalla Seconda guerra mondiale all'esodo di massa di circa 300.00 0 italiani dalle terre giuliane, fiumane e dalmate. Si ripercorrono gli eventi dal 1940 al 1954: l'occupazione militare jugoslava nel 1945, la dura repressione del nuovo regime comunista, le violenze subite e la lenta scomparsa dell'identità italiana nella città di Fiume e nelle vicine terre istriane. Un tributo alla memoria storica, ma anche un invito rivolto ai giovani ricercatori europei a esplorare le complesse vicende storiche e politiche dei territori che si affacciano sull'Adriatico orienta le, ancora oggetto di narrazioni parziali e strumentali. Una lettura fondamentale per chiunque voglia capire, raccontare e tramandare la complessa epopea degli italiani di Fiume, di Zara e dell'Istria. Libreria Campedèl Belluno Acquista | |
| Scheda creata Martedi' 27 gennaio 2026 | |
| La collana Testimonianze cronaca e storia | |
| Testimonianze fra cronaca e storia-1939-1945: Seconda guerra mondiale |
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