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TWARDOCH SZCZEPAN
La linea zero
TWARDOCH SZCZEPAN, La linea zero
Autore:
TWARDOCH SZCZEPAN
Titolo:
La linea zero
Descrizione:
A cura di:Cataluccio Francesco Il romanzo della guerra in Ucraina,crudamente epico ed esistenziale
Editore:
Sellerio
Data di edizione:
febbraio 2026
Pagine:
384
Dimensioni cm.:
12x17
ISBN13:
9788838949340
Codice:
374323
Collana:
La memoria 13670
Prezzo:
Disponibilità:
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disponibile
Dati aggiornati a febbraio 2026
1 - 259 1460
Lingua
Italiano
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TWARDOCH SZCZEPAN, La linea zero, Sellerio in campedel.it
Descrizione
Il polacco Twardoch scrive con questo libro il romanzo della guerra in Ucraina, dopo essersi recato più volte sulla linea del fronte, visitando i luoghi, esplorando psicologie di soldati, gente comune e strateghi.
Un romanzo abissale come una seduta di psicoterapia, preciso come un documentario.
Pantegana e Cavallo (sono i loro pseudonimi da combattimento) sono intrappolati dalla «parte sbagliata del fiume Dnipro». Pantegana è un uomo rozzo e pusillanime, che punta solo a diventare «un trecentesimo» (così si chiamano i feriti ricoverati, distinti dai «duecentesimi», i morti). Cavallo è invece un volontario della Legione Internazionale, un colto cittadino polacco.
Cavallo inizia a raccontare, o meglio: lo spinge a raccontare il Narratore rivolgendosi a lui con il «tu».
I ricordi «dell’altro mondo» (cioè prima della guerra) sono una premessa significativa alla «melma della storia in cui un essere umano non conta nulla»: il nonno fu soldato nell’upa, l’Esercito insurrezionale ucraino, armata collaborazionista dei nazisti, colpevole di massacri, che poi combatté tedeschi e sovietici; la nonna era una profuga tedesca e il podere in Slesia dove entrambi avevano vissuto era appartenuto prima a un tedesco; la madre figlia di polacchi massacrati da ucraini; il padre diceva invece con piccata insistenza di essere un polacco europeo. E Cavallo?
Cavallo era un pilota di droni che uccideva nemici senza vederli e adesso è voluto venire nella «fanteria di carne», in prima linea, nella linea zero, spinto nel profondo dal desiderio di scavare in se stesso per mezzo delle esperienze degli altri, delle loro storie e pensieri.
E sono questi incontri che scorrono mentre la tecnologia delle armi trasforma il combattimento fisico in attesa eterna e le vittime in sagome e punti luminosi: e i rari incontri faccia a faccia col nemico servono solo a mostrare il pervertimento dei sentimenti. Mirtillo, Sciacallo, Sciabola, Scimmia, la sua donna Zuja, Variago, Göring, Ariano, Veles, Leopardo, i vivi e i morti: «nell’esercito ucraino erano rappresentati tutti, e questo spaccato sociale faceva sì che le forze armate pullulassero dei tipi più svariati, comuni e fuori del comune».
E perché Cavallo sia finito lì è qualcosa che riguarda più di ogni altra la condizione umana e la sua oscurità.
La linea zero è un romanzo crudamente epico ed esistenziale, sull’impatto della guerra nell’animo; il romanzo della complessità umana alla luce della condizione di guerra che le imprime il suo tenebroso rilievo.

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Belluno
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Scheda creata Giovedi' 26 febbraio 2026
La collana La memoria

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