| Descrizione | |
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La viza, la selva sul cui limitare Uliana si č perso e ritrovato, č la selva del Cansiglio, ma, come in Dante, č anche la selva della lingua, l’ytala silva dei volgari dove il poeta va ostinatamente in caccia della lingua della poesia. Ma la selva č anche una donna, una tosa salvārega, una donna innamorata, forse la stessa che Dante incontra nella Ģdivina foresta spessa e vivaģ del Paradiso terrestre (č Uliana stesso a ricordarci che Ģin Cansiglio c’č una fontana detta Parad¯ės?eģ). Uliana si perde nella sua lingua-foresta, torna instancabilmente a percorrerne i trķi del Mazarķl, i sentieri interrotti del pensiero, e a sfogliarne le abbacinanti, mentali radure. Le parole sono Ģvarchi – vartore – nel labirinto del foglioģ, ma anche buchi e trappole, in cui si inciampa e si rimane impigliati, nell’incessante confondersi di pensieri, parole, alberi, uccelli. In questa raccolta, Uliana si conferma una delle voci pių alte e complesse della sua generazione. Libreria Campedčl Belluno Acquista | |
| Scheda creata Domenica 5 aprile 2026 | |
| La collana Quodlibet Ardilut | |
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