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Il fenomeno della “civiltà di
villa” al tempo della Serenissima ha dato origine a una straordinaria
fioritura di imprese decorative negli edifici sorti nello ‘ Stato da terra
’.
Dal tempo dei pionieristici cataloghi di Giuseppe Mazzotti (1954) e
Luciana Crosato (1962) non si intraprendeva un’opera sistematica di studio
degli affreschi cinquecenteschi conservati nelle ville del Veneto e del
Friuli.
La ricerca, promossa dall’Istituto Regionale per le Ville Venete e curata
dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, prende
avvio da una nuova indagine ricognitiva: un’esplorazione capillare che ha
fatto venire alla luce, accanto ad apparati decorativi inediti o negletti,
anche aspetti nascosti o trascurati di opere conosciute.
A integrazione e arricchimento del materiale fotografico d’archivio, sono
state realizzate apposite campagne fotografi che, che rendono in buona parte
inedito il corredo illustrativo del volume.
Il primo dei quattro tomi della collana Gli affreschi nelle ville venete,
dedicato al Cinquecento, presenta in apertura una sezione sui secoli XIV
e XV, investigati con due saggi monografici, a introdurre il lettore nella
grande stagione della decorazione ad affresco in villa nel ‘secolo
d’oro’ di Veronese e Zelotti.
Gli autori
Giuseppe
Pavanello direttore
dell’Istituto di Storia dell’arte della Fondazione Giorgio Cini di
Venezia e socio dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, presso
il quale organizza le «Settimane di Storia dell’arte veneta», promosse
in collaborazione con l’École du Louvre di Parigi cura, con Francesco
Valcanover, la collana «Studi di Arte Veneta».
Vincenzo Mancini,
laureatosi e specializzatosi nell’Università degli Studi di Padova in
Storia dell’Arte Moderna, ha insegnato presso quell’Ateneo e presso
l’Università di Udine.
E’ autore di testi monografici su Lambert Sustris (1993) e Polidoro da
Lanciano (2001). Nel 1988 è stato tra i curatori di un volume sul convento
di San Salvador vincitore nel 1989 del premio nazionale "Galileo
Galilei"
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