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Tecnica | Legno. Tecnica e progettazione | |
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LANER FRANCOCapire le fessure nel legno strutturalePerCorsi |
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Indice
Perché il legno si fessura?
In definitiva, avvalendosi più dell’esperienza carpentieristica e delle regole
costruttive, che dei calcoli del computer.
Primo libro della Collana ”Conoscere il legno per progettare e costruire”, il testo di Laner vuole cerca di fare chiarezza proprio
su questo tema, onde evitare inutili allarmismi. Il primo capitolo è una sorta di introduzione generale all’argomento, che partendo da alcune veloci considerazioni storiche sulle vicissitudini del legno come materiale da costruzione, valuta le conseguenze di un decennale abbandono in termini di perdita di conoscenze e di acritica consuetudine nell’applicazione della cultura tecnico-scientifica propria di altri materiali.
Nel secondo capitolo
l’autore si sofferma sulla fisiologia del materiale, dal
comportamento nel corso della
progressiva disidratazione ai tipi di
ritiri e fessurazioni che ne possono
derivare, con cui un bravo progettista
deve imparare a convivere Le fessure diritte e inclinate sono il tema del terzo capitolo.Viste come una caratteristica della struttura piuttosto che un difetto a prescindere, le cosiddette imperfezioni (fessure, ma anche nodi e deviazioni delle fibre) vanno considerate sempre in relazione agli impieghi e alle sollecitazioni cui saranno soggette. Un discorso a parte è stato dedicato, nel quarto capitolo, al legno lamellare e ai ricomposti, in cui sono tollerabili solo le piccole fessure da ritiro sulla lamella a vista, spesso controllabili con qualche accortezza in più in fase di progettazione. Parlando di calcolo e progettazione si passa al quinto capitolo, dedicato al legno massiccio e al suo utilizzo nelle strutture che, come insegna la tradizione degli edifici storici italiani, sono da ideare con senso della proporzione e dell’armonia più che con il criterio di un ”giusto” dimensionamento. Le fessure, quelle che davvero sono indice di “qualcosa che non va”, s ono l’argomento del capitolo conclusivo, in cui si presenta una breve, ma interessante casistica frutto della diretta esperienza dell’autore, che non si dimentica di rammentarci che ”il legno è un materiale che assai difficilmente perdona la presunzione e l’ignoranza”. (L.F.)
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Data ultimo aggiornamento: Venerdi' 25 febbraio 2011